Norme redazionali
Sua Eccellenza ReverendissimaGarland F. Byers, Jr., J.D., D.D.
Vescovo per le Nazioni, per mandato apostolico
Gli scritti dello Scriba del Regno seguono le norme esposte qui di seguito. Esse sono enunciate qui affinché ogni lettore possa sapere come sono citate la Scrittura e le altre autorità, perché sono citate determinate fonti e che cosa significano i segni e le forme usati in queste pagine.
La Sacra Scrittura
La Scrittura non viene mai modificata. La Scrittura è citata parola per parola, esattamente come è stampata nell’edizione citata, e non viene mai modificata, in nessuna circostanza e per nessun motivo. Nessuna parola, lettera o segno di punteggiatura viene aggiunto, tolto o alterato, e al suo interno non viene posto alcun segno di enfasi o tipografico. Dove il testo stampato sembra contenere un errore di grammatica, di ortografia o di stampa, esso viene lasciato esattamente com’è. La Scrittura è sacra, e nulla le viene fatto con il pretesto di correggerla. Quando il vescovo desidera commentare un passo, lo fa con parole proprie, fuori dalla citazione.
Le Bibbie usate. In inglese la Scrittura è citata dalla King James Version (il testo standard del 1769, con gli apocrifi). In ogni altra lingua la Scrittura è citata da un’edizione riconosciuta e pubblicata della Sacra Bibbia nella lingua in cui il lettore sta leggendo; non viene mai tradotta di nuovo dall’inglese. Si è fatto ogni sforzo per citare, ovunque possibile, un’edizione ufficiale di una società biblica riconosciuta. Sono state usate ovunque edizioni di pubblico dominio, soprattutto per evitare questioni di diritto d’autore e l’attesa dell’autorizzazione a usare un’edizione protetta. Tuttavia, in alcuni casi in cui ciò era prudente e necessario, è stata chiesta l’autorizzazione alla società biblica responsabile di quella lingua. Le edizioni ancora protette dal diritto d’autore sono usate con il permesso dei loro editori, concesso direttamente o mediante la licenza pubblicata dall’editore, oppure, dove la legge lo consente, a titolo di libera utilizzazione (fair use).
L’edizione è indicata. Ogni citazione della Scrittura indica l’edizione da cui è tratta, per esempio «(KJV)» in inglese, «(Luther 1912)» in tedesco o «(Riveduta 1927)» in italiano.
Numerazione dei versetti. Alcune Bibbie numerano diversamente certi versetti, soprattutto nei Salmi. Ogni lingua cita la numerazione della propria Bibbia, così che un riferimento può differire leggermente dal riferimento inglese allo stesso passo.
Le parole di Cristo. Le parole di Cristo, insieme con le loro virgolette, sono stampate in rosso, secondo la determinazione del vescovo. In alcuni passi è controverso se parli Cristo o l’evangelista, come in Giovanni 3:16; tali passi sono lasciati in nero.
Libri di canone diverso. Le chiese non accolgono tutte gli stessi libri come Scrittura. Un libro accolto in alcune chiese e non in altre, come quelli degli apocrifi o del canone della Chiesa ortodossa etiope Tewahedo, può essere citato, e la sua citazione non implica alcun giudizio sul suo stato canonico.
L’ordine di autorità
Le fonti sono soppesate secondo il seguente ordine di autorità, dalla più alta alla più bassa. Ogni autore o scritto è collocato nella categoria più alta per la quale si qualifica; un simbolo di fede è collocato con il concilio che lo ha adottato, salvo che il Simbolo degli Apostoli è collocato nella nona categoria e il Simbolo atanasiano nell’undicesima.
- Le parole di Cristo, ovunque siano riportate nella Scrittura.
- Gli scritti apostolici: Matteo; Giovanni; 1, 2 e 3 Giovanni; Apocalisse; le tredici epistole di Paolo; e 1 e 2 Pietro.
- Gli altri scritti del Nuovo Testamento: Marco, Luca, Atti, Ebrei, Giacomo e Giuda.
- L’Antico Testamento, insieme con gli apocrifi come sono stampati nella King James Version del 1611.
- I Padri apostolici, della generazione successiva agli apostoli (ca. 95–150 d.C.).
- I Padri antiniceni, anteriori al Concilio di Nicea (325 d.C.).
- I Padri niceni e postniceni, insieme con i Padri del deserto.
- I sette concili ecumenici, accolti sia dall’Oriente sia dall’Occidente, con i simboli e le definizioni adottati da ciascuno.
- I concili successivi, non accolti sia dall’Oriente sia dall’Occidente.
- I santi: scritti di qualunque persona riconosciuta come santa dalla Chiesa, d’Oriente o d’Occidente, che non sia collocata in una categoria superiore.
- Confessioni di fede, catechismi e documenti pontifici e patriarcali.
- Testi liturgici, come le antiche liturgie e il Book of Common Prayer.
- Scrittori cristiani storici non canonizzati.
- Fonti antiche non canoniche e non cristiane, come gli pseudepigrafi, i manoscritti del Mar Morto, Giuseppe Flavio e gli storici greco-romani.
- Studi moderni.
- Opere di consultazione, come lessici e concordanze, che servono come strumenti piuttosto che come autorità.
La scelta delle fonti
Nessuna approvazione è implicita. La citazione di un’enciclica, o di qualsiasi opera di un autore di una confessione, o dell’opera di una chiesa piuttosto che di un’altra, non implica alcuna approvazione di quella confessione o chiesa né alcun favoritismo di alcun genere. Un passo è scelto unicamente perché il vescovo ha giudicato quel particolare passo, tratto da quella particolare fonte, particolarmente istruttivo sulla questione trattata, e per nessun’altra ragione. Non è sua intenzione favorire né ostacolare alcuna confessione.
La verità è dove la si trova. Il vescovo ritiene che la verità sia dove la si trova. Egli può perciò citare fonti profane, e opere non canoniche o tuttora controverse tra le chiese. Lo fa perché, come autore, ha giudicato il passo citato particolarmente istruttivo e si è accertato che ciò che dice è la verità.
Citazioni e riferimenti
Le citazioni sono testuali. Le parole tra virgolette sono sempre le parole esatte della fonte citata. Una fonte non è mai parafrasata come se si trattasse di una citazione. Quando la formulazione esatta di una fonte non può essere verificata, essa non viene citata.
Puntini di sospensione e parentesi quadre. I puntini di sospensione (…) indicano che una citazione comincia o termina a metà di una frase dell’originale, o che sono state omesse alcune parole. Le parole tra parentesi quadre all’interno di una citazione sono riprodotte come compaiono nell’edizione citata. Nulla viene mai inserito in una citazione della Scrittura.
Le note finali riportano il testo integrale. Ogni autorità citata in uno scritto è riportata integralmente nelle sue note finali, con le parole esatte della fonte, affinché il lettore possa leggere l’autorità stessa anziché un rimando a essa.
Riferimenti. Salvo dove una deroga sia espressamente indicata, i riferimenti e la formattazione seguono il Chicago Manual of Style, il metodo generalmente accettato per gli scritti teologici e storici del genere qui pubblicato. Gli scritti dello Scriba del Regno se ne discostano deliberatamente, e per le ragioni seguenti, sotto questi aspetti:
- I pronomi riferiti a Dio sono scritti con l’iniziale maiuscola (Egli, Lui, Suo), insieme con le parole che appartengono a Lui, come «la Sua destra». Il Chicago generalmente li scrive in minuscolo. Qui sono scritti con la maiuscola per riverenza.
- Le citazioni parziali conservano i puntini di sospensione. Il Chicago generalmente omette i puntini di sospensione all’inizio o alla fine di una citazione. Qui sono conservati, affinché il lettore sappia sempre quando una citazione, e soprattutto una citazione della Scrittura, non riporta l’intera frase.
- Le note finali riportano il testo integrale di ogni autorità citata, e non solo il riferimento. Ciò si fa affinché il lettore possa leggere l’autorità stessa.
- Le parole di Cristo sono stampate in rosso, insieme con le loro virgolette, secondo la lunga consuetudine delle Bibbie a lettere rosse, affinché le parole del Signore risaltino.
- «Signore», riferito a Gesù, è composto in maiuscoletto nella prosa propria del vescovo, ma mai all’interno della Scrittura, per riverenza.
I Padri della Chiesa nelle altre lingue. Quando un Padre della Chiesa è citato da un’edizione inglese, la citazione, su una pagina in un’altra lingua, è tradotta da tale edizione inglese ed è indicata come tale, per esempio «(tradotto dall’inglese di ANF 1)».
Lingua e stile
Maiuscole di riverenza. I pronomi riferiti a Dio sono scritti con l’iniziale maiuscola (Egli, Lui, Suo), come anche le parole che Gli appartengono nello stesso senso, come quando si dice che Cristo siede alla Sua destra. Nelle pagine italiane, tuttavia, si segue in questo l’uso italiano.
Il Signore in maiuscoletto. Nella prosa propria del vescovo, la parola «Signore», quando si riferisce a Gesù Cristo, è composta in maiuscoletto, in ogni lingua che si scrive con lettere maiuscole. Ciò non si fa mai all’interno della Scrittura.
Altre maiuscole. «Regno» (di Dio e dei Cieli), «Scriba del Regno», «Scrittura», «la Chiesa» (intesa come l’intero Corpo di Cristo) e «lo Spirito Santo» sono scritti con la maiuscola.
Ortografia e punteggiatura. Le pagine inglesi seguono l’ortografia americana. In una serie separata da punti e virgola, l’ultimo elemento è introdotto da «; e».
Titoli. I titoli sono dati come forme di allocuzione e non come rivendicazioni di rango, e sono mantenuti sobri.
Nomi. Santi, papi, patriarchi e altri vescovi sono nominati nella forma tradizionale della loro Chiesa o consueta nella lingua del lettore. La forma scelta non implica alcuna preferenza tra le chiese.
Le traduzioni. Le pagine in lingue diverse dall’inglese sono tradotte con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, e il testo inglese è quello che fa fede. Si veda Nota sulle traduzioni e sull’autorità.
Il sito
Immagini. Sono mostrate soltanto immagini di pubblico dominio o concesse con licenza libera per tale uso, e ciascuna è corredata di didascalia e dell’indicazione della fonte.
Numerazione, date e revisioni. Le pubblicazioni sono numerate e datate. Le pagine permanenti possono essere rivedute sul posto, e una pagina riveduta può indicare la data della sua ultima revisione, affinché il lettore sappia quale versione sta leggendo.
Correzioni. I lettori che trovano un errore, e soprattutto un errore in una citazione della Scrittura, sono pregati di scrivere all’indirizzo indicato nella pagina iniziale. Gli errori vengono corretti.
Abbreviazioni
- KJV
- King James Version (testo standard del 1769)
- ANF
- Ante-Nicene Fathers, a cura di Alexander Roberts e James Donaldson, seguito dal numero del volume
- NPNF2
- Nicene and Post-Nicene Fathers, seconda serie, a cura di Philip Schaff e Henry Wace, seguito dal numero del volume
- Easton
- Burton Scott Easton, The Apostolic Tradition of Hippolytus (1934)
- d.C.
- dopo Cristo; in latino Anno Domini, nell’anno del Signore nostro
- ca.
- circa, intorno a
Ultima revisione: 7 ottobre 2026